Perchè è utile stipulare il contratto di convivenza per le coppie di fatto?

Con l’aumentare delle coppie di fatto rispetto alle unioni matrimoniali, sempre più frequentemente lo Studio riceve richieste di consulto da parte di partner non coniugati che vogliono capire se hanno dei diritti e quali nei confronti del proprio compagno, sia durante l’unione e sia nel caso di eventuale rottura del rapporto e quindi come meglio tutelarsi.

La legge purtroppo non offre una disciplina organica e completa delle unioni di fatto, per cui è utile compensare il vuoto normativo attraverso l’autonomia negoziale che le parti hanno, con la stipula del c.d. contratto di convivenza.

Il vantaggio infatti di accordi stipulati fra i partner in un momento di serenità fra gli stessi, permette di prevenire la conflittualità sia durante l’unione e sia in caso di rottura, evitando annose battaglie in tribunale, in quanto l’assetto economico è stato già preventivamente concordato. 

Cosa scegliereste fra la possibilità di mettervi al tavolo con il vostro compagno in un momento di serenità e nel caso di rottura, avere già un contratto che disciplina i rapporti economici evitando così ulteriori preoccupazioni, rispetto a quella di mettersi allo stesso tavolo dopo la rottura del vostro legame, magari a causa dell’infedeltà dell’altro e dover discutere, in tale situazione di sofferenza, di ogni minimo aspetto (es. macchina, casa, conti correnti, figli, mantenimento, ecc.)?

Per sapere nel dettaglio come funziona il contratto di convivenza, leggete qui di seguito.  

Quanti tipi di famiglie sono riconosciute dalla nostra legge?

1) La coppia sposata
2) la coppia convivente che si è dichiarata tale in Comune (coppia convivente registrata)
3) la coppia che convive che non si è dichiarata tale in Comune (coppia di fatto)

Chi può effettuare gli accordi di convivenza?

Coppie sia eterosessuali che omosessuali

Quali diritti per legge sono riconosciute alle coppie di fatto?

La Legge Cirinnà ha riconosciuto alle coppie di fatto, se la convivenza è stata registrata in Comune (vedremo poi come), alcuni diritti, come ad es. il diritto reciproco di visita, l’assistenza e l’accesso alle informazioni personali in caso di malattia, la possibilità di nominare il partner proprio rappresentante e il diritto di continuare a vivere nella casa di residenza dopo l’eventuale decesso del convivente proprietario dell’immobile a seconda della durata della convivenza e della presenza di figli.

Manca tuttavia una disciplina legale organica, per cui è utile che tale vuoto normativo venga colmato dall’autonomia delle parti.

Perchè effettuare accordi di convivenza per le coppie di fatto?

La stipula dei contratti di convivenza è utile, poichè nel nostro ordinamento non sono disciplinati i diritti patrimoniali nascenti da unioni al di fuori di quelle matrimoniali, se non settorialmente.

Pertanto, è di tutto interesse delle coppie di fatto provvedere a regolare l’assetto patrimoniale e personale, sia durante l’unione e sia nel caso di eventuale rottura, al fine di evitare brutte sorprese dopo.

Certamente, l’accordo sarà più agevole qualora stipulato per l’appunto, preventivamente, in un momento di serenità per la coppia, invece che in fase di rottura, dove domina l’animosità che spesso allunga i tempi e la sofferenza di un accordo.

Ciò consente di elaborare prima la sofferenza della rottura, essendo stato già disciplinato l’assetto futuro dei rapporti economici.

Quali requisiti deve avere il contratto di convivenza per essere valido?
Il contratto di convivenza per essere valido, deve avere la forma scritta, deve essere redatto da notaio (tramite atto pubblico) o da avvocato che deve autenticare le firme.

Quali diritti possono essere regolati nell’accordo di convivenza?
Il contenuto può essere vario e può riguardare ad es. il regime patrimoniale della coppia (separazione dei beni di default, altrimenti comunione dei beni se espressamente prevista), la misura e le modalità del contributo di ciascuno alle spese di casa, all’acquisto della casa, della vettura ecc..

In caso di rottura, può essere previsto il diritto a un assegno di mantenimento a determinate condizioni, chi abiterà nella casa in locazione, le sorti della casa comprata insieme (es. vendita e spartizione pro quota di quanto è stato conferito singolarmente), del mobilio, del conto corrente cointestato ecc.

Quali diritti non possono essere regolati dal contratto di convivenza?
Non possono essere regolati dal contratto di convivenza i diritti successori. Per gli stessi, è necessario ricorrere alla forma del testamento.

Altresì, non possono essere regolati i diritti personali (es. obbligo di fedeltà).

Come vengono regolati i diritti dei figli?
I figli di coppie non sposate, hanno gli stessi diritti di quelli di coppie sposate.

Come quindi le coppie di fatto possono tutelarsi?

Le coppie di fatto possono tutelare i propri diritti affidandosi a professionista per la stesura di un contratto di convivenza che andrà registrato nel Comune di residenza unitamente alla dichiarazione anagrafica.

Possono essere modificati gli accordi contenuti nel contratto di convivenza?
Si, possono essere modificati gli accordi previsti nel contratto di convivenza in ogni tempo.

E’ sufficiente la stipula dell’accordo di convivenza per essere riconosciuta una “coppia convivente”?

Occorre che la redazione dell’accordo sia accompagnata dalla compilazione della dichiarazione anagrafica (facsimile) che accerta l’esistenza di una stabile convivenza della coppia ed occorre registrare entrambi i documenti presso il Comune di residenza, entro 10 giorni dalla stipula del contratto di convivenza.

 

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Nel caso di richiesta di consulenza allo Studio, viene fissato un audit, in cui si cerca di capire i contributi dati da ciascun partner e per quanto e come la coppia vorrebbe regolamentare i propri diritti dopo la rottura, offrendo supporto e direzionando la coppia nelle scelte più opportune.

Hai dei dubbi?Non esitare a contattarci. Troveremo insieme una soluzione.

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